Si dice che le persone siano isole. Come loro infatti, ognuno di noi è apparentemente solo, ma così come le isole sono collegate dal mare noi siamo connessi gli uni agli altri da un continuo flusso costituito da relazioni ed esperienze condivise. Da qui l’importanza di parlare dei gruppi di condivisione perché, proprio nella loro capacità di valorizzare questo flusso, sono una risorsa preziosa ma nonostante tutto poco conosciuta e ancor meno usata nel nostro Paese.

La prima domanda che ci si può porre è: come mai un insieme di persone si riunisce per condividere delle esperienze personali? La risposta non è poi così scontata dal momento che le dinamiche di gruppo sono intense e le viviamo noi tutti quotidianamente nei diversi ambiti della nostra vita, ma nella maggioranza dei casi non ci soffermiamo a pensarle. Il gruppo ha la capacità di facilitare il cambiamento e la crescita personale e diventa uno spazio di pensiero nuovo nel quale le persone possono parlare liberamente.

Cosa fa la maggior parte delle persone quando ha un problema? Si chiude in un bozzolo protettivo o si ritrova a sfogarsi con amici e parenti che non sono sempre in grado di comprendere quello specifico stato d’animo e vissuto. Per questo quando si sta affrontando un periodo particolarmente intenso o nel quale si percepisce una maggiore sofferenza è più probabile che si avverta un senso di solitudine. È  tramite il confronto con l’altro che si scopre di non essere soli e che si possono recuperare quelle potenzialità che si sentivano perse per ripartire.

Gli incontri dei gruppi di condivisione ruotano attorno ad una tematica di comune interesse e hanno un tempo limitato (6 mesi – 1 anno) con una frequenza che va da settimanale a quindicinale. Al termine del ciclo è previsto un incontro utile alla verifica del percorso svolto.

Le relazioni umane sono mediate da codici di comportamento e anche in questa particolare situazione sono da tenere presenti alcune premesse funzionali all’autentica esperienza dell’ascolto dell’altro:

– il tema di ogni incontro è deciso precedentemente dal gruppo;

– ciascun membro prende la parola a turno cercando di rispettare i tempi che consentano a tutti di intervenire entro un tempo ragionevole;

– ognuno parla della propria esperienza e la propria visione rispetto al tema affrontato e chi non intende intervenire è libero di farlo comunicando al gruppo, se possibile, i motivi;

– al termine di ogni intervento il gruppo ringrazia chi ha messo a disposizione la propria esperienza;

– tutti si impegnano a non riferire all’esterno ciò che gli è stato affidato con fiducia;

– nessuno interrompe o giudica gli interventi degli altri;

– non ci si risponde e non si innescano dibattiti.

Per prendere parte al gruppo non è necessaria alcuna abilità particolare o esperienza precedente; è richiesta solamente motivazione e disponibilità a lavorare in gruppo condividendo le proprie esperienze.

Lo scopo del ciclo di incontri è quello di permettere ai partecipanti di acquisire una maggiore consapevolezza dei meccanismi che rendono la sofferenza persistente, apprendere specifiche tecniche per la gestione delle emozioni e delle problematiche affrontate e raggiungere un maggiore benessere psicofisico, riconoscendo e potenziando le capacità personali.

I gruppi sono formati in modo omogeneo in base all’età e alla situazione di vita comune, in modo da favorire la condivisione del tema affrontato; sono condotti principalmente da psicologi che si possono però avvalere della collaborazione di altri professionisti. La presenza dell’esperto è utile soprattutto per facilitare l’elaborazione emotiva, stimolare i processi creativi, i movimenti di condivisione, di differenziazione e di individuazione e quelli di passaggio da un atteggiamento di passività ad uno di assertività. 

L’ascolto senza giudizio dell’esperienza altrui e il rendere partecipi gli altri della propria esperienza permette di alleggerirsi. Si aprono strade prima impensate o si prosegue più spediti verso la meta.

Le diverse storie che si incontrano all’interno di ogni gruppo si trasformano nello specchio poliedrico dentro il quale guardare alla propria esperienza. Il tempo dedicato all’ascolto e all’accoglienza degli altri è la premessa indispensabile per l’ascolto e l’accoglienza di noi stessi.

I gruppi di condivisione hanno quindi l’obiettivo di concorrere alla ricerca dei migliori mezzi e delle migliori risorse per affrontare le difficoltà e/o i dubbi delle persone, rendendo consapevoli da un lato che in questa ricerca possiamo beneficiare degli altri e dall’altro che i frutti aumenteranno tanto più saranno condivisi con gli altri.